"Molti appassionati di world music lo ricordano per Traversata e Serenata, progetti a caccia delle antiche note italiane dei virtuosi di corde che solcarono l'Oceano. Altri ne apprezzano il tocco sulla chitarra, perchè Beppe Gambetta è uno dei più grandi  specialisti di "flatpicking", uno degli uomini d'oro della "nuova musica acustica" mondiale. Per altri ancora, Gambetta è l'anima e il fulcro delle "Acoustic Nights", quando una volta all'anno si incontrano, grazie a lui, i migliori chitarristi del Pianeta. Gambetta esce ora con Rendez-vous, un disco di dialoghi con i musicisti più diversi. A vent'anni esatti da Dialogs, antenato diretto. Da qui partiamo..." (Guido Festinese, Il Giornale della Musica)
 
"Più poesia e meno virtuosismo. E' un Beppe Gambetta in piena maturità artistica quello che si ascolta in "Rendez-vous", il nuovo disco che viene a celebrare il ventennale di una carriera discografica iniziata con "Dialogs"...Poetica la chitarra, ma poetica anche la voce di Gambetta che nel brano di apertura, Battle of Waterloo, si alterna al canto con Patty Larkin, regalandoci il momento più toccante del CD e che nella malinconica Madame Guitar di Sergio Endrigo fa trasparire tutto il suo simbiotico amore per lo strumento..." (Paolo Battifora, Il Secolo XIX)
 
"Undici duetti deliziosi, tra i quali una imperdibile versione newgrass di Dio è morto, segnano il miglior album della carriera di Gambetta...il disco è un autentico showcase di canzoni ispirate, strumentali sbalorditivi, cover intriganti..." (Ezio Guaitamacchi, Jam)
 
"...In questo disco Francesco Guccini fa il regalo di cantare splendidamente la sua intramontabile "Dio è morto" sull'arrangiamento chitarristico di Beppe, in quello che a noi sembra un monumento storico della nostra idea di canzone d'autore con accompagnamento di chitarra. Come ci sembra destinata allo stesso riconoscimento la rielaborazione di una canzone di Sergio Endrigo, "Madame Guitar"...Già questi due pezzi per me "valgono il prezzo" del cd...Il resto comprende tutte composizioni originali di Beppe nello stile "cosmopolita" cui ci ha abituati in questi anni...E per descrivere la ricchezza di questo album non abbiamo più parole." (Andrea Carpi, Chitarre)
 
"Il genovese Beppe Gambetta è uno dei nostri musicisti acustici più bravi e rispettati. Sulla breccia da più di vent'anni ormai,..., è  conosciuto anche all'estero, dove porta spesso il suo talento e i suoi dischi, che ricevono puntualmente favorevoli accoglienze e plauso. Perchè la sua musica non è  fine a se stessa, non è  tecnica punto e basta, ma è anche sentimento, passione, coraggio...Mi piacciono le sue proposte musicali, convincenti, curate, pulite, essenziali, che combinano vecchio e nuovo e tendono ad ampliare gli orizzonti abituali...La tradizione si ripete con questa nuova proposta, Rendez-vous, che segue di due anni la precedente Slade Stomp, che conteneva, al solito, diversi pezzi molto buoni e convincenti. Un disco brillante, di particolare spessore, portatore di apprezzabile creatività, ancora con tanti illustri ospiti, che conferma la sua notevole caratura di songwriter ed interprete..." (Raffaele Galli, Buscadero)
 
"...Beppe è bravo e maturo; ha un tocco delizioso che cristallizza ogni nota della sua chitarra con precisione ed effetto e scrive arrangiamenti degni di nota...Questo è uno di quei dischi che fanno apprezzare un genere a chi non lo ha mai ascoltato prima...E' un disco da avere nello scaffale, fosse solo per conoscere l'opera di Gambetta e il suo chitarrismo, indubbiamente virtuoso, ma mai circensemente noioso come tanti altri suoi colleghi." (S.M., InSound)
 
"Il chitarrista ligure Beppe Gambetta ci ha abituati bene, negli ultimi anni: maturazione progressiva ha fatto si che il virtuoso delle tecniche "flatpicking" nordamericane sia diventato poi un "cacciatore di memoria" sui maestri del passato. Il tempo ha aggiunto finezza, la voglia di usare anche la voce, una "caccia alla semplicità" che è soprattutto ricerca di vere persone con cui collaborare, non macchine da suono. Questo magnifico nuovo lavoro è il seguito ideale di Dialogs..." (Alias, Il Manifesto)
 
"...Rendez-vous è un lavoro in cui la chitarra non è la sola protagonista: infatti, l'attore è l'uomo, lo stesso Gambetta, con tutto il suo talento. E con tutto se stesso, con le mani sulle corde della chitarra, con una bella voce oggi sempre più convinta, e con la capacità di dialogare con tutti gli importanti interpreti che ha chiamato a partecipare alla sua avventura. Un album che propone canzoni belle e compiute, che mostra l'equilibrio degli elementi e mette in evidenza il talento di Gambetta a prescindere da quanto la sua chitarra sia impegnata a dialogare. Un album che lo avvicina al grande pubblico, proprio grazie alla proposta - ben riuscita - della forma "canzone"..." (Pierpaolo Adda, Guitar Club)
 
"...Sicuramente qust'opera ha nella varietà artistica, stilistica e sonora un punto di forza: gli arrangiamenti dei pezzi celebri sono sempre realizzati con il consueto gusto musicale di Gambetta e in più ammettiamo di essere ormai affezionati al suono gentile del suo playin'..." (Luca Ferrara, Axe)
 
"Più ascolto i lavori di Beppe, più mi convinco della magia che è capace di evocare. Una magia fatta di emozioni e sensazioni, certo, ma anche dell' incredibile capacità di comunicare, rapportarsi con le persone e fare in modo che le cose belle accadano. Francesco Guccini che torna a cantare, Darrell Scott che interpreta Madame Guitar di Endrigo, Patrick Vaillant che esibisce un perfetto dialetto genovese. C'è davvero tanta magia in un disco evidentemente figlio delle tante, belle, importanti collaborazioni nate grazie ad Acoustic Night, la manifestazione che ogni anno Beppe organizza nella sua Genova, uno degli eventi centrali della stagione per la chitarra acustica. Patty Larkin, Darrell Scott, Missy Raines, Jim Hurst, Bruce Molsky sono tutti passati per il capoluogo ligure a testimonianza della valenza di Beppe nel panorama chitarristico mondiale" (Mario Giovannini, Folk Bulletin)
 
"...L'inizio di Rendez-vous propone una splendida ritrasposizione del traditional Battle of Waterloo cantato assieme a Patty Larkin. La dolcezza di questo brano e il pathos che evocano le due voci unite alla chitarra di Beppe ne fanno motivo già sufficiente per "accattarsi u CD", come direbbe l'amico musicista napoletano che abbiamo qui a fianco e che come noi è estasiato da cotanta bellezza. La caratteristica di questo ennesimo eccellente lavoro che Gambetta regala ai suoi sostenitori, sparsi ormai ovunque nel globo terracqueo, è quello di avere una miriade di illustri ospiti che nobilitano un lavoro che già di per se stesso sarebbe a dir poco eccellente.....questo disco è un trionfo di picchi strumentali di altissimo livello..." (Ronald Stancanelli, Late for the Sky)