NEW DISC of Beppe Gambetta
The new CD "Slade Stomp" is dedicated to all the "picking masters" who influenced Beppe's style. It is the first CD that features Beppe alone with all his guitars in a variety of combinations from solos to duos and quartets, until the "giant orchestra" produced with 119 overdubbings of guitars, harp-guitars and slide guitars. Two bonus live tracks feature David Grisman and Gene Parsons. The CD is released in North America by Gadfly Records (http://www.gadflyrecords.com) and it is distributed in Europe by IRD (http://www.ird.it).

Il Secolo XIX, 3 maggio 2006:

"Un viaggio lungo le strade della musica popolare. Un erratico vagabondaggio tra l’America più profonda e le solarità mediterranee. La chitarra come immancabile bordone, il “pellegrino” Beppe Gambetta alla volta di un’ ideale Santiago de Compostela questa volta è partito da solo: nessun ospite, a differenza dei lavori precedenti, compare infatti in “Slade Stomp”, il nuovo, bellissimo disco in uscita in questi giorni che annovera pezzi originali e brani della tradizione country e bluegrass riarrangiati. Marcia solitaria solo in apparenza, trovandosi, in realtà, al suo fianco maestri venerati, compagni d’avventura, cari amici scomparsi prematuramente: a loro – dai mitici Doc Watson e Woody Guthrie al veterano Norman Blake, chiamato da Dylan per “Nashville Skyline”, dai più giovani Charles Sawtelle e Clarence White, vittime entrambi di un tragico destino, al “Paganini della chitarra” Pasquale Taraffo – vanno le dodici dediche, una per ogni brano, del chitarrista genovese, tra i massimi esponenti dello stile flatpicking. A colpire in “Slade Stomp”, ancora prima della scioltezza esecutiva e del virtuosismo, sono anzitutto la pienezza timbrica, il calore e la pulizia sonora, a dimostrazione di come Gambetta sappia far cantare la propria chitarra, traendo da essa un’ampia gamma di colori e sfumature. “Mandolinizzata” dall’effetto tremolo nella delicata e struggente Ave Maria sarda, momento fra i più intensi dell’album, la chitarra si scatena negli incredibili fraseggi di Dixie Breakdown (roba da far venire giù i teatri), nella ritmata Hard Travelin’ (sarebbe piaciuta ai Little Feat), nelle cascate di note della Suite di polke e quadriglie. Notevoli anche la title-track, giocata su tempi rilassati, il bolero iniziale, I’m worried now, con un finale che ricorda Stealing di Leo Kottke, e Hills of Tara, incursione tra le brume celtiche. Dal vivo gli ultimi due brani, con due partner d’eccezione quali il mandolinista americano David Grisman e l’ex Byrds Gene Parsone, intento a cantare insieme a Beppe Why you’ve been gone so long: l’America che hai sempre sognato".

(Paolo Battifora)